Elezioni Politiche 2013 – Le risposte di Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile)

1. Investimenti, meritocrazia, trasparenza: quali provvedimenti intende adottare per il rilancio di università e ricerca pubblica?

Va prima di tutto affermato il valore universale della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche. Vogliamo garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi, perché solo così è possibile essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’articolo 3 della Costituzione, rendendo centrali formazione e ricerca. Gli investimenti nella ricerca pura e in quella applicata sono fondamentali in quanto costituiscono il volano per lo sviluppo economico

2. Quali provvedimenti concreti intende adottare per favorire l’innovazione e l’investimento in ricerca delle imprese private?

Vogliamo una Rivoluzione civile le piccole e medie imprese, le attività artigianali e agricole. Deve partire un grande processo di rinascita del Paese, liberando le imprese dal vincolo malavitoso, dalla burocrazia soffocante. Vanno premiate fiscalmente le imprese che investono in ricerca, innovazione e creano occupazione a tempo indeterminato. Vanno promosse e valorizzate le eccellenze italiane dall’agricoltura, alla moda, al turismo, alla cultura. Occorre investire perché si intraprenda la strada verso una green economy. Si esce dalla crisi puntando su qualità dei prodotti e innovazione dei processi produttivi, non certo rincorrendo i paesi asiatici nella corsa al ribasso nel costo della manodopera come pensano invece molti ambienti di Confindustria incapaci di una visione strategica.

3. Le direttive 20-20-20 definiscono le politiche energetiche europee. Quali azioni concrete intende adottare per garantire all’Italia un piano energetico in grado di migliorare l’efficienza e minimizzare l’impatto ambientale e il costo dell’energia?

Occorre predisporre un Piano Energetico Nazionale Sostenibile (PENS) al 2050 che tracci la road map di uscita dai combustibili fossili, puntando su rinnovabili ed efficienza energetica, la cd rivoluzione energetica. Da una parte gli incentivi sulle rinnovabili devono essere dosati in base alla maturità delle tecnologie e al loro prezzo fino ad arrivare all’azzeramento, mentre dall’altra per migliorare l’efficienza energetica sul costruito occorre investire su strumenti finanziari adeguati come il meccanismo dell’ecoprestito messo a punto da Enea e non preso in considerazione dal Governo Monti. L’energia nuova prodotta dalle fonti rinnovabili e la diminuzione dei consumi in base all’efficienza devono andare di pari passo con la dismissione di una pari potenza da fonti fossili. A questo occorre aggiungere l’ottimizzazione e adeguamento della rete, lo sviluppo dei sistemi di accumulo, la defiscalizzazione dei piccoli e medi impianti destinati all’autoconsumo e la stabilizzazione delle detrazione del 55%. Sul medio periodo queste misure porteranno prima a una maggiore stabilizzazione dei prezzi e poi a una diminuzione del prezzo dell’energia da fonti rinnovabili, mentre il prezzo dell’energia da fonti fossili è destinato ad aumentare.

4. Come intende occuparsi della produzione, gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per migliorare l’impatto su ambiente e qualità della vita?

Dobbiamo ribaltare ottica e considerare i rifiuti come uno spreco di risorse mettendo in moto l’economia della prevenzione, del riuso e del riciclo e adottando al contempo sul medio periodo misure ulteriormente efficaci per la riduzione dei rifiuti. Occorre applicare il principio della responsabilità estesa del produttore al settore alimentare e delle costruzioni e demolizioni. Rivedere la Tares e ripristinare la tariffa. Consentire, all’interno di seri controlli, la liberalizzazione della raccolta di tipologie specifiche. Le tecnologie per fare ciò esistono è solo un problema politico e di costi iniziali per l’avvio di queste filiere. Possiamo pensare anche ad affidare la raccolta/utilizzo di questi rifiuti urbani a cooperative sociali o di giovani. E’ ora di levare “l’affare rifiuti” ai grandi centri di potere, alcune volte collusi con la criminalità mafiosa, per creare ricchezza da destinare alla società, favorendo, oltre a un miglioramento ambientale, anche posti di lavoro.

5. Quali misure concrete intende adottare per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico? E quali per stimolare il settore edilizio conciliandolo con la salvaguardia del territorio e la lotta alla criminalità organizzata?

La priorità è data dall’adozione di un piano di adattamento e di contrasto ai cambiamenti climatici, che riguardi tutti i settori produttivi e l’intero territorio italiano. Per la messa in sicurezza pensiamo ad un Piano delle piccole opere, 100.000 piccole opere utili sul territorio condivise con i cittadini. Prendiamo l’esempio delle scuole che in larga parte non sono adeguate sul fronte sismico. Per questi lavori i comuni devono procedere con la massima trasparenza, rendendo noti i capitolati delle gare e i lavori da eseguire in maniera che i cittadini possano verificare. La trasparenza e le piccole dimensioni sono la miglior garanzia contro le infiltrazioni criminali e mafiose che prosperano invece intorno alle grandi opere inutili. Per quanto riguarda il rilancio dell’edilizia bisogna puntare anche qui sull’efficientamento energetico e alla riqualificazione urbanistica dell’esistente, bloccando il consumo di suolo. Si tratta di una prospettiva che persino i costruttori più avveduti iniziano ad adottare.

6. Qual è la sua opinione sull’Agenda Digitale approvata dal precedente governo e quali sono le sue proposte concrete per la diffusione della banda larga in tutto il Paese?

L’agenda digitale è un provvedimento che segue le direttive europee sulla necessità di sviluppare il comparto della ITC. Al di là dei dettagli tecnici c’è un problema di fondo. In Italia, al contrario di tanti altri paesi, vi è ancora un enorme ritardo nell’accesso alla banda larga e questo perchè la rete, l’infrastruttura Telecom di base, è molto vecchia in ampie zone del Paese. Occorre mettere in sicurezza l’infrastruttura di rete considerandola come “bene comune” di interesse nazionale e favorire investimenti per la sua modernizzazione in modo da facilitare la diffusione a tutto campo. Parallelamente è importante portare avanti le tante azioni previste dall’Europa per abbassare il digital divide.

7. La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è stata messa in discussione più volte negli ultimi mesi, con diverse sentenze tra cui quella della Corte di Strasburgo. Si impegnerà ad adeguare questa legge alla giurisprudenza italiana ed europea? Qual è invece la sua posizione a proposito del testamento biologico?

La laicità dello Stato, le libertà individuali e collettive sono un punto cardine del nostro programma di governo. Vogliamo abrogare la legge 40, bocciata da 19 tribunali italiani oltre che dalla Corte di Strasburgo e approvare una nuova legge che permetta di ricorrere realmente alla fecondazione assistita, mettendo fine al fenomeno del ‘turismo riproduttivo’ causato da una legge misogina e confessionale che ci allontana dalle migliori politiche eruopee. Siamo anche per regolamentare il testamento biologico e il fine vita e consentire la piena libertà e autonomia della ricerca scientifica.

8. Data l’importanza della scienza e della tecnologia nella società contemporanea, quali misure intende adottare, anche a livello scolastico, per favorirne lo sviluppo e contrastare anche il diffuso analfabetismo scientifico e matematico?

Vogliamo portare l’obbligo scolastico a 18 anni. Vanno ritirate le riforme Gelmini e il blocco degli organici imposto dalle ultime leggi finanziarie. E’ necessario accantonare definitivamente qualsiasi progetto di privatizzazione del sistema di istruzione. Le nuove tecnologie devono entrare nella scuola, ma deve essere un percorso completo ed equilibrato, operazioni come “il libro elettronico” rischiano di essere solo spot pubblicitari se poi non ci sono i soldi per acquistare i tablet e le lavagne elettroniche, a meno che non si vogliano scaricare sulle famiglie ulteriori costi, dividendo ancora una volta le scuole in serie A, B e C a seconda del censo di coloro che le frequentano.

9. Come pensa che il suo governo si debba occupare di modifiche climatiche causate dall’uomo? Quali interventi metterà in atto per la mitigazione e/o prevenzione dell’innalzamento dei gas serra?

Puntare si sulla mitigazione, ma pensare anche alle politiche di adattamento, poiché la prospettiva oggi è comunque quella di un aumento della temperatura terrestre di almeno 2 gradi entro il 2100. Si tratta di una problematica che deve essere integrata con quella della lotta al dissesto idrogeologico, poiché i fenomeni metrologici estremi se non considerati nelle loro portata avranno come effetto quello di rendere ancora più vulnerabili i territori. Per quanto riguarda le emissioni è chiaro che l’Italia dovrà giocare un ruolo importante sia a livello nazionale con la riduzione delle stesse, il burden sharing e i registri obbligatori regionali, che a livello europeo sostenendo l’istituzione di una Carbon Tax. Investire poi sul trasferimento tecnologico verso i paesi emergenti per la lotta al cambiamento climatico e sui CDM. In questa maniera si coglierà un’occasione industriale dando un forte impulso alla lotta contro i riscaldamento globale.

10. Qual è la sua posizione in merito all’uso di animali nella ricerca biomedica? Pensa sia corretto limitare l’uso di alcune specie animali a scopo di ricerca?

Credo sia eticamente giusto, e anche utile, limitare l’uso degli animali in sede di ricerca biomedica. Dovrebbe essere la comunità scientifica, consultando le associazioni di settore, a individuare i migliori criteri per ricerche e sperimentazioni. Ogni essere vivente merita rispetto e considerazione.