Elezioni Politiche 2018 – Le risposte di PRI-ALA

1. Quale ruolo hanno i dati e le prove scientifiche nell’elaborazione delle vostre proposte politiche? Adotterete strumenti e modalità di lavoro specifiche per favorire l’attuazione di politiche basate sulla scienza?

Il Partito repubblicano italiano trova le sue più lontane origini nell’illuminismo francese  e quindi considera la scienza fondamentalmente il presupposto culturale per ristabilire le credenze della razza umana ed indirizzare la formazione stessa dei popoli europei. Ciò non toglie, anche alla luce dell’evoluzione storica, che la politica debba rispettare la scienza e tutelarne l’autonomia, ma non necessariamente fondare le sue dottrine su di essa. Il socialismo “scientifico” ad esempio, ci fa meno simpatia del socialismo umanitario che lo precedeva.

2. Nel 2016 l’Italia ha investito in ricerca e sviluppo l’1,29% del PIL (dati Eurostat), contro il 2,03% della media UE. Vi impegnate ad aumentare gli investimenti in ricerca, adeguandoli agli standard europei? Quale obiettivo ritenete realisticamente di poter raggiungere e dove pensate di trovare le risorse necessarie?

Dal secolo scorso il Pri ritiene prioritaria nei suoi programmi gli investimenti per la tecnologia e la scienza ed ha sostenuto dure battaglie, sempre di minoranza, per dirottare su questi importanti capitoli di spesa. La questione è semplice meno costa l’apparato dello Stato e la burocrazia, più è plausibile ritrovare risorse. Purtroppo siamo quasi sempre rimasti isolati su queste proposte.

3. Quali politiche pensate di attuare per stimolare ricerca e innovazione tecnologica nelle imprese italiane? Quali politiche adotterete per spin-off, start-up e per il trasferimento tecnologico da pubblico a privato?

Le imprese italiane, soprattutto quelle di media e piccola dimensione devono poter disporre di una tassazione agevolata proprio in prospettiva di un loro necessario processo di innovazione. Fissata una regola generale, riteniamo che ciascuna decida come meglio ritenga di dover procedere.  Il sistema pubblico non ci sembra però molto più avanti di quello privato al punto di dover trasferire  tecnologie, bisognerebbe valutare caso per caso.

4. Pensate siano necessarie iniziative specifiche per accrescere la cultura scientifica e informatica del nostro Paese? Se sì, quali?

Individuare dei fondi, compatibilmente con le risorse disponibile, per queste esigenze. Lo Stato da un indirizzo le imprese lo adottano come ritengono necessario, questo resta il nostro principio di massima, non siamo per il dirigismo tecnologico.

5. Ritenete che il Sistema Sanitario Nazionale debba offrire ai cittadini anche cure e terapie per le quali non vi siano evidenze di efficacia? Ritenete corretto che cure e terapie di non provata efficacia, come i prodotti omeopatici, siano vendute nelle farmacie?

E’ una questione controversa, crediamo che il sistema sanitario nazionale debba  distinguere  la sperimentazione dalla terapia, ma non siamo contrari alla vendita in farmacia dei prodotti omeopatici, che è cosa molto diversa.

6. Qual è la vostra posizione riguardo alle politiche vaccinali? Ritenete adeguata la normativa attuale? Quali aspetti, eventualmente, cambiereste?

Siamo favorevoli ai vaccini obbligatori nelle scuole se questo è anche il parere della maggioranza della comunità medica scientifica.

7. Quali politiche pensate di adottare per la riduzione di smog e inquinamento atmosferico in genere?

E’ un tema molto delicato sul quale il Pri non si è mai espresso ufficialmente, in quanto ci siamo sempre rimessi agli accordi internazionali vigenti. Saremmo comunque lieti di approfondirlo

8. La legge contro il consumo del suolo langue da mesi tra Camera e Senato. Ritenete questo problema una priorità? In che modo intendete gestirlo?

Non avendo avuto una presenza parlamentare in questa legislatura non conosciamo la materia,  negli ultimi anni ci siamo principalmente  preoccupati della difesa del suolo in prevenzione delle calamità naturali, abbiamo però contribuito in maniera importante con le leggi Galasso e la normativa Agnelli a salvaguardare il patrimonio ambientale dell’Italia.

9. Siete favorevoli alla coltivazione di OGM sul suolo italiano? Dal punto di vista della ricerca, siete favorevoli alla sperimentazione, anche in campo aperto, di colture geneticamente modificate, soprattutto alla luce delle nuove tecnologie disponibili?

Si, siamo sempre stati favorevoli.

10. Quali politiche adotterete per la produzione, il trasporto e la distribuzione di energia? Come pensate di conciliare il contrasto ai cambiamenti climatici con un adeguato approvvigionamento energetico del nostro Paese?

Qui siamo in difficoltà a rispondere, essendo stato il nostro il partito che più si è battuto con uomini come Felice Ippolito, per il nucleare in Italia. Temiamo che l’azzeramento della ricerca nucleare abbia danneggiato in maniera drammatica le possibilità di approvvigionamento per il  nostro Paese ed a questo punto confidiamo nell’intraprendenza dell’Eni. Quanto ai cambiamenti climatici non ne sappiamo abbastanza. Per questo siamo noi a chiedere agli scienziati di darci una mano per indirizzare una politica, grazie.